Lo spettacolo si apre con un’atmosfera pacifica: musica classica, luci soffuse e ballerini che si muovono lentamente; all’improvviso un tuono e la pioggia, movimenti sempre più frenetici e apparentemente confusi che poi sfociano nel resto della performance in un’alternanza di angoscia e quiete. Ho trovato questa rappresentazione molto particolare, i ballerini danzavano con eleganza anche quando compivano passi brevi e spezzati e la chimica che si avvertiva tra di loro donava più pathos allo spettacolo; l’ambientazione e le luci amplificavano i sentimenti che il coreografo voleva trasmettere e quello che mi è arrivato di più è l’angoscia che sembrava caratterizzare la danza. La musica variava profusamente durante lo spettacolo, passando da classica a composizioni elettroniche moderne per simboleggiare il cambiamento culturale del Paese mentre gli uccellini e la musica celestiale alla fine offrivano agli spettatori una speranza di rinascita, come se fosse Primavera.
Mariachiara Tolio