We Art 3: gli allievi di Fabbrica Teatro di Vicenza allo sharing di Circo Carpa Diem

Sabato 21 novembre 2020, gli allievi di Fabbrica Teatro –  laboratorio teatrale deLa Piccionaia diretto da Ketti Grunchi – hanno partecipato all’incontro online di audience development, prima di assistere allo spettacolo Dolce Salato – work in progress, della compagnia Circo Carpa Diem, trasmesso in streaming sul canale YouTube del Teatro Comunale di Vicenza.

Questi gli eleborati realizzati dopo la visione dello spettacolo:

Per me ha funzionato molto: la complicità e sintonia dei due artisti, l’uso e la ricerca di strumenti diversi (palo, bicicletta, giocoleria, violino) che hanno mantenuto sempre viva la curiosità. E la scelta delle musiche/pezzi radio. Funzionato meno: l’unica cosa che mi sento di dire non dipende però dallo spettacolo in sé ma dalla condizione “online”. Credo le riprese video non abbiano sempre reso giustizia. Avrebbe certamente reso meglio dal vivo. Però l’espressività degli artisti ha compensato tantissimo.

(Sabrina, 30 anni)

Le coreografie erano davvero ben eseguite, sono stati molto originali e mi hanno stupito in molte parti, direi solo che la sezione in cui lei suona il violino è un po’ lenta in confronto con le altre parti, ma questa credo sia più una questione di gusti. (Matteo, 16 anni)

È stato molto bello l’uso della bicicletta: un gioco e una sorpresa in assenza di fatica, mi è piaciuto meno l’assenza delle loro voci, bravissimi ad insegnarci quante cose si possono fare in casa durante il lockdown. E quanta curiosità, quanta attenzione sprechiamo per cercare chissà cosa lontano e fuori di casa. (Francesco, 66 anni)

A me all’inizio sembrava una versione comica e retrò di “Ghost” (mitico film) la lavorazione della pasta anziché della creta…
Poi ho associato i dispetti di lei (pasta sul viso) al proverbio: “l’amore non è bello se non è litigarello” e infine da lì creare un personaggio (gnomo) a sorpresa. Proprio come la vita che dai gesti semplici quotidiani si inventa e si rinnova il nostro essere..
Avrei aggiunto più giochi da giocolieri circensi o esclamazioni senza parole, comunque è ben riuscito. Grazie!

(Carmen, 45 anni)

A me lo spettacolo è piaciuto molto, sia l’udea di base che il rapporto tra loro due hanno funzionato moltissimo, mi è piaciuto come fossero delineate alcune caratteristiche dei due lungo l’intera durata della rappresentazione.

I numeri hanno sicuramente funzionato e ho apprezzato particolarmente la visione del circo con un approccio più teatrale.

Hanno funzionato meno (oltre all’inevitabile pecca dal punto di vista della fruibilità a distanza che non permette una visione globale del palco scenico) alcune parti di intermezzo senza l’accompagnamento della radio che mi avrevbero catturato di più se sottolineate da rumori o effetti sonori e musicali (differenti dalla musica della radio in modo da non confondere lo spettatore) per coprire a tratti il silenzio della scena senza però perdere le sue qualità comunque molto espressive che catturano lo spettatore.

Nel complesso ho apprezzato moltissimo lo spettacolo e non vedo l’ora di assistere al risultato finale in un teatro fisico!

(Nunzio, 18 anni)

Spettacolo molto bello, in equlibrio tra teatro e circo. Gli interpreti sono molto espressivi; idee creative sull’uso degli oggetti scenici. Mi è piaciuto tanto il fatto di fare giocoleria con l’impasto del pane, bellissime le scene sulla bicicletta. Quella che ha funzionato meno sono i momenti di silenzio, ma l’idea della radio mi è un piaciuta moltissimo.

(Boba, 45 anni)

Lo studio della compagnia Carpa Diem si presenta come un misto di linguaggi.

Il Pane è al centro di questo spettacolo, un alimento che è presente in qualsiasi popolazione, e che si presenta come occasione di condivisione. Il pane crea la comunità, si trova su tutte le tavole, si mangia con le mani. Il pane è casa, è famiglia, è amore. Nello spettacolo i passaggi da una situazione all’altra non sono sempre chiarissimi. Ci sono però momenti in cui ciò avviene e risulta molto chiaro per lo spettatore, sottolineando un cambio di emozioni e intenzioni. La radio sembra essere il vero punto focale dello spettacolo: all’inizio diventa un pò la colonna sonora dello spettacolo accompagna, come nelle case delle nonne, i lavori tra cui impastare il pane; quando si rompe per lo spettatore è inaspettato e soprattuto non ci si aspetta che ad un certo punto possa funzionale di nuovo. 

I punti che ho trovato un pò più faticosi sono:

– l’inizio con il tavolo: sembra che Luca sappia già che la gamba si debba rompere e così per il pubblico si perde un pò quel tocco di sorpresa e di meraviglia quando ciò accade;

– i giochi con la farina vengono fatti due volte (mi chiedo se sia indispensabile per il pubblico rivedere la stessa cosa solo con movimenti diversi- forse ci sta un cambio di ritmo?)

Molto interessante sono invece:diversi passaggi con il libro delle ricette  perché a differenza del gioco con la farina spaziano molto di più nei diversi gesti e movimenti. La radio, e i diversi numeri circensi che fate.

(Francesca, 25 anni)

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