Stupito dalla meraviglia

Prima di tutto penso di dover cominciare dicendo di aver già partecipato ad un progetto simile (l’anno scorso sempre al Comunale) incentrato su di un’ esperienza teatrale altrettanto “diversa” dal solito: ma quella volta non uscii dal teatro con lo stesso senso di “completezza”, di soddisfazione. Confesso di aver passato qualche tempo a riflettere su quanto era stato detto e su quanto avevo visto, a cercare un collegamento tra le due cose e a cercare cosa mi era rimasto, cosa mi aveva lasciato quell’ esperienza e perché l’ avevo scelta e fatta. Questa volta ho rivisto su quel palco i pensieri emersi dal primo incontro e, più importante, su quel palco ho visto qualcosa che si spiegava da sé: quello che ho visto aveva un senso, un messaggio, una storia da raccontare, su cui farmi riflettere e non dovevo ingegnarmi a trovare tutte queste cose, a giustificare, a spiegare.

Certo, non voglio dire che l’ anno scorso tutte queste cose (un senso, un messaggio, un collegamento… ) fossero assenti, ma certo il potere di questo spettacolo è stato da subito lampante e tendendo forse io, schematico e rimuginatore, a riflettere troppo su questi aspetti, trovare per una volta uno spettacolo tanto forte da spiegarsi da solo e mostrarsi per quello che è (con tutto quello che porta con sé a livello di significato) è stato più che soddisfacente. Poi: ammetto di non essere stato sempre attivo nelle pur molto utili discussioni che hanno preceduto e seguito lo spettacolo (colpa mia, tendo a restare nell’ ombra), ma sono contento di poter dire che è stato meglio così. Ho ascoltato, e ho sentito opinioni varie e che sinceramente non pensavo si potessero partorire in merito a ciò cui avevamo assistito: sul valore del corpo, su dettagli dei commenti fatti dalla ballerina cui non diedi peso, sul “fare spettacolo” e che cosa significhi… Uscire alla luce del giorno dopo tutti gli incontri e ritrovarmi riempito di qualche nuova idea e punto di vista, di qualche pensiero in più su cui ragionare, è stato, in un certo senso, rincuorante, illuminante… arricchente, e utile, e lo dico senza insicurezza, per una volta.

Sono uscito stupito dalla meraviglia suscitata da una meravigliosa maniera di suscitare stupore.

Gustavo Rigon